Neuropsichiatria Infantile Roma 

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La neuropsichiatria infantile è una branca specialistica post laurea in medicina e chirurgia che si occupa dello sviluppo neuropsichico e dei suoi disturbi, neurologici e psichici, nell'età fra zero e diciotto anni.
Tradizionalmente in Italia il neuropsichiatra infantile è la figura di riferimento per quel che concerne lo sviluppo psicomotorio e le sue difficoltà.
Inoltre valuta e tratta i casi di disabilità neuropsichiatrica in età evolutiva. 
In tale contesto il medico specialista in neuropsichiatria infantile ha anche un ruolo di consulente per le scuole previsto dalla legge 104/92 e, insieme alla figura del pediatra è il referente per le famiglie per i problemi medici connessi.
Nell'ambito delle équipe, cioè del gruppo di operatori di diversa professionalità in cui tradizionalmente si svolge l'attività di gestione delle disabilità infantili, il neuropsichiatra infantile ha un ruolo di coordinamento clinico dei diversi interventi, per una loro gestione integrata.
I gruppi di lavoro in neuropsichiatria infantile, o di Salute Mentale dell'Infanzia e dell'Adolescenza, sono costituiti, di solito, da diverse figure professionali esperte in età evolutiva, come lo psicologo dell’età evoluto, il terapista della neuro e psicomotricità dell’età evolutiva, il logopedista, l’educatore professionale,  il tecnico di riabilitazione psichiatrica, l’assistente sociale, l’infermiere e altri.
Gli ambiti assistenziali in cui operano i servizi di neuropsichiatria infantile sono l'ospedale per la diagnosi e la cura delle forme morbose complesse e delle patologie rare o acute, e i servizi territoriali delle ASL per l'assistenza globale.

Neuropsichiatria Infantile Roma

Dott. in Neuropsichiatria Infantile Mario Rossi

Specializzato in Neuropsichiatria Infantile

Roma Tel. 333 …

www.mariorosi…

Ambiti applicativi della neuropsichiatria Neurologia dell’età evolutiva

1. Neurologia dell’età evolutiva
– La paralisi cerebrale infantile è un disturbo persistente, ma non progressivo, della postura e del movimento, dovuto ad alterazioni della funzione cerebrale infantile prima che il sistema nervoso centrale abbia completato il suo sviluppo.
Spesso, i sintomi includono scarsa coordinazione, muscoli rigidi, muscoli deboli e tremori.
Potrebbero esserci problemi con la sensazione, la vista, l’udito, la deglutizione e il parlare.
Spesso, i bambini con paralisi cerebrale non si girano, si siedono, strisciano o camminano già come altri bambini della loro età.
Altri sintomi includono convulsioni e problemi con il pensiero o il ragionamento, che si verificano ciascuno in circa un terzo delle persone con CP.
– Sotto il termine distrofia muscolare si raccolgono un gruppo di gravi malattie neuromuscolari a carattere degenerativo, determinate geneticamente e che causano atrofia progressiva della muscolatura scheletrica.
Le forme più diffuse sono la distrofia muscolare di Duchenne e quella di Baker.
Esistono però un’infinità di forme intermedie, e in pressoché ogni soggetto il decorso della malattia appare differente rispetto ad altri soggetti.
– L’Atrofia Muscolare Spinale (SMA) è unamalattia che colpisce le cellule nervose delle corna anteriori del midollo spinale da cui partono i nervi diretti ai muscoli, e che trasmettono i segnali motori (detti anche motoneuroni).
Nella sua forma più comune, l’Atrofia muscolare spinale è una malattia autosomica recessiva ossia si può manifestare solo se il soggetto affetto eredita da entrambi i genitori mutazioni nel gene coinvolto nella patologia.
Nel caso in cui entrambi i genitori siano portatori, la probabilità, per ogni concepimento, che la mutazione venga trasmessa da entrambi al nascituro, rendendolo affetto da SMA, è del 25%, cioè un caso su quattro.
Esistono anche alcune forme estremamente rare di SMA che possono manifestarsi come forma mutante o autosomica dominante.
Cefalee dell’età evolutiva
– L’epilessia è una condizione neurologica caratterizzata da ricorrenti e improvvise manifestazioni con improvvisa perdita della coscienza e violenti movimenti convulsivi dei muscoli, dette “crisi epilettiche”.
Questi eventi possono avere una durata abbastanza breve, tanto da passare quasi inosservate (solamente in rari casi) fino a prolungarsi per lunghi periodi. Nell’epilessia, le convulsioni tendono a ripetersi e non vi è una causa rilevabile nell’immediato, mentre un attacco che si verifica a seguito di una specifica motivazione non è considerato un caso di epilessia.
Traumi cranici
Tumori cerebrali infantili

2. Psichiatria dell’età evolutiva
– La disabilità intellettiva (precedentemente chiamata ritardo mentale o insufficienza mentale) è una patologia cognitiva persistente data da un alterato funzionamento del sistema nervoso centrale e fa parte dei disturbo del neurosviluppo.
Rappresenta una condizione di interrotto o incompleto sviluppo psichico con compromissione delle abilità che solitamente si manifestano durante il periodo evolutivo (capacità cognitive, linguistiche, motorie, sociali).
Disturbi dello sviluppo psicologico
Disturbi dell’apprendimento. Per apprendimento si intende l’acquisizione modifica di conoscenze, comportamenti, abilità, valori o preferenze e può riguardare la sintesi di diversi tipi di informazione.
L’evoluzione del comportamento nel tempo segue una curva di apprendimento.
Lo studio dell’apprendimento umano fa parte della psicologia sperimentale, della pedagogia, della psicologia cognitiva e delle scienze dell’educazione.
Disturbi del linguaggio
– L’autismo è un disturbo del neurosviluppo caratterizzato dalla compromissione dell’interazione sociale e da deficit della comunicazione verbale e non verbale che provoca ristrettezza d’interessi e comportamenti ripetitivi.
I genitori di solito notano i primi segni entro i due anni di vita del bambino e la diagnosi certa spesso può essere fatta entro i trenta mesi di vita.
Attualmente risultano ancora sconosciute le cause di tale manifestazione, divise tra cause neurobiologiche costituzionali e psicoambientali acquisite.
– Le psicosi indicano un tipo di disturbo psichiatrico espressione di una severa alterazione dell’equilibrio psichico dell’individuo, con compromissione dell’esame di realtà, frequente assenza di insight  e frequente presenza di disturbi del pensiero come deliri e allucinazioni.
Disturbi del comportamento alimentare come l’anoressia e la bulimia .
Depressione nell’infanzia e nell’adolescenza
– Disturbi della personalità nell’infanzia e nell’adolescenza
Disturbi del comportamento, dell’emotività e del funzionamento sociale
Scompenso adolescenziale cioè una serie di manifestazioni di disturbo del comportamento in una persona in età adolescenziale, che emergono in modo più o meno improvviso a rompere un equilibrio precedente, personale e familiare, e comportano l’interruzione o il sovvertimento delle abitudini e routine di vita fino ad allora perduranti.
– I disturbi di regolazione che riguardano le difficoltà nella regolazione dei processi fisiologici, affettivi, attentivi, motori e sensoriali.
– Il disturbo da deficit di attenzione/iperattività, ADHD, è un disturbo del neurosviluppo caratterizzato da problematiche nel mantenere l’attenzione, eccessiva attività e/o difficoltà nel controllare il proprio comportamento (impulsività) che non appare adeguato all’età della persona.
I sintomi appaiono prima dei 12 anni di età, durano almeno 6 mesi e causano problemi in almeno due contesti (ad esempio a casa, a scuola, al lavoro, negli hobby ecc.).

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