Endocrinologia e Malattie del Metabolismo a Roma 

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L’Endocrinologia è quella branca specialistica della medicina interna  che si occupa del sistema endocrino con particolare attenzione nei confronti delle patologie delle ghiandole endocrine a secrezione interna, ossia quelle ghiandole che producono e secernono ormoni che vengono immessi direttamente nel sangue.
Quindi l’Endocrinologo è il medico specialista che ha le conoscenze teoriche, pratiche, scientifiche e professionali nel campo della fisiopatologia e della clinica delle malattie del sistema endocrino e del metabolismo.
E’ quindi un profondo conoscitore dei meccanismi ormonali e delle ghiandole endocrine, nelle loro attività fisiologiche e nei loro malfunzionamenti. E’ specializzato nella diagnosi e nella cura delle malattie collegate agli ormoni e, più in generale, del sistema endocrino.

Endocrinologo Roma

Dott. Endocrinologo Mario Rossi

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Cos’è il Sistema Endocrino e cosa sono gli Ormoni

Il Sistema Endocrino è l'insieme di tutte le ghiandole capaci di produrre ormoni e contribuisce in maniera determinante al benessere dell’organismo provvedendo a regolare il metabolismo, la crescita, la riproduzione lo sviluppo sessuale (pubertà), il ciclo sonno-veglia, l’umore, la gestione dello stress e la digestione.
Gli ormoni sono una sorta di messaggeri chimici. Sono le sostanze prodotte dalle ghiandole endocrine incaricate di trasportare un determinato segnale da una cellula, un tessuto o un organo ad un’altra cellula, un altro tessuto o un altro organo, al fine di provocare una certa risposta funzionale da parte della cellula, tessuto o organo bersaglio.

Le ghiandole endocrine

Le ghiandole endocrine si dividono in maggiori e minori.
Le ghiandole endocrine maggiori sono:
– L’Ipotalamo che ha l’importante compito di produrre e secernere gli ormoni destinati a stimolare la vicina ipofisi.
Tra gli ormoni prodotti e secreti dall’ipotalamo ci sono: il TRH (ormone di rilascio dell’ormone tireotropo o TSH); il CRH (ormone di rilascio della corticotropina o ACTH); il GHRH (ormone di rilascio dell’ormone della crescita); il PRH (ormone di rilascio della prolattina); il GNRH (ormone di rilascio delle gonadotropine FSH e LH).
– L’Ipofisi che è la ghiandola endocrina che, sotto stimolazione dell’ipotalamo, secerne 9 diversi ormoni, i quali servono a dirigere l’attività  ormonale delle ghiandole endocrine tiroide, surreni e gonadi.
I 9 ormoni ipofisari sono: l’ormone della crescita (GH), la tireotropina, le gonadotropine (LH e FSH), la Prolattina, l’ormone adrenocorticotropo (ACTH, l’ormone melanotropo (MSH), ossitocina e l’ormone antidiuretico (ADH).
– L’Epifisi che produce la melatonina, l’ormone deputato alla regolazione del ciclo sonno-veglia.
– La Tiroide che su stimolo del TSH ipofisario produce e secerne la Triiodotironina (T3), la Tiroxina (T4) e la Calcitonina.
– Le Paratiroidi, che sono quattro piccole ghiandole localizzate dietro la Tiroide, che secernono l’ormone Paratiroideo (PTH)
– I Surreni che producono i Mineralcorticoidi, i Glucocorticoidi e gli Androgeni.
– Il Pancreas che produce l’Insulina e il Glucagone
– Le Gonadi maschili (testicoli) che producono i gameti maschili cioè gli spermatozoi
– Le Gonadi Femminili (Ovaie) che producono i gameti femminili cioè le ovaie Sintetizzando l’Endocrinologo è il Laureato in Medicina e Chirurgia specialista in Endocrinologia e Malattie del metabolismo che si occupa della prevenzione, della diagnosi e della cura delle patologie derivate da un malfunzionamento di una o più ghiandole tiroidee.

Patologie dell’Ipotalamo

A causa del suo coinvolgimento in moltissimi processi biologici, l'ipotalamo è un'area cerebrale che, nel caso in cui non funzionasse adeguatamente, può invalidare molto la qualità della vita del paziente.
Quando l'ipotalamo non funziona perfettamente, si parla di disfunzione ipotalamica.
Le cause di disfunzione ipotalamica più comuni sono:
– Le alterazioni genetiche a carico del gene responsabile del rilascio dell'ormone della crescita che innesca un deficit dell'ormone della crescita;
– I tumori a carico dell'ipotalamo;
– I traumi cerebrali che provocano un danno diretto o indiretto dell'ipotalamo;
– Le malattie e i difetti genetici che provocano anomalie a carico dell'encefalo o dell'ipotalamo direttamente.
– I disturbi alimentari, come per esempio l'anoressia nervosa o la bulimia;
– Alcune malattie autoimmuni;
Una disfunzione dell'ipotalamo può avere varie conseguenze, tra cui: livelli di pressione anormalmente alti o bassi, sbalzi improvvisi e senza ragione plausibile della temperatura corporea, guadagno o perdita di peso senza apparente motivo, momenti di grande appetito o di scarso appetito, insonnia, infertilità, bassa statura, pubertà ritardata, minzione frequente e disidratazione.
Dato che gli ormoni ipotalamici influenzano direttamente la produzione degli ormoni tiroidei, degli ormoni delle ghiandole del surrene, delle ovaie un deficit funzionale dell’ipotalamo si ripercuoterà inevitabilmente sul buon funzionamento della produzione di ormoni di queste ghiandole.

Patologie dell’ipofisi

Le malattie ipofisarie sono patologie causate dalla presenza di quantità eccessive o insufficienti di ormoni di origine ipofisaria.
L’ipofisi, o ghiandola pituitaria, è una ghiandola che produce ormoni in grado di influenzare molteplici processi nell’organismo.
L’ipofisi è costituita essenzialmente da due porzioni: anteriore (adenoipofisi) e posteriore (neuroipofisi).
Ciascuna porzione produce ormoni differenti:
Ipofisi anteriore (adenoipofisi): produce l’ormone della crescita (GH), l’ormone adrenocorticotropo (ACTH), l’ormone tireostimolante (TSH), l’ormone luteinizzante (LH), l’ormone follicolo-stimolante (FSH) e la prolattina. Questi ormoni regolano la crescita ossea, la massa muscolare, la risposta dell’organismo allo stress, la glicemia, il tasso metabolico (ritmo al quale l’organismo produce energia), lo sviluppo dei caratteri sessuali secondari e la fertilità.
Ciascun ormone agisce su specifici tessuti presenti in tutto l’organismo, inclusa la ghiandola tiroidea, le ghiandole surrenali e le gonadi maschili e femminili (testicoli e ovaie).
Ipofisi posteriore (neuroipofisi): immagazzina l’ossitocina e l’ormone antidiuretico (ADH), prodotti nell’ipotalamo. L’ADH controlla il rilascio di acqua da parte dei reni, regolando così l’equilibro idrico dell’organismo. L’ossitocina stimola la contrazione dell’utero durante il parto e, dopo la nascita, stimola il rilascio di latte durante l’allattamento.
Le patologie a carico dell’ipofisi determinano la produzione di quantità eccessive o insufficienti di questi ormoni; le conseguenze possono essere molteplici e i sintomi dipendono dall’ormone interessato e dai tessuti colpiti. Di conseguenza una patologia ipofisaria si ripercuote inevitabilmente su una produzione in eccesso o in difetto degli ormoni prodotti dalle ghiandole dall’ipofisi controllate.

Patologie della tiroide

Si definisce ipertiroidismo una condizione clinica caratterizzata dall’aumento degli ormoni tiroidei in circolo.
Gli ipertiroidismi possono essere primitivi, cioè dovuti a malattie della tiroide stessa, secondari e terziari; i primi dipendono da patologie che ne incrementano l’attività, quali la malattia di Basedow o morbo di Graves (di origine autoimmune), l’adenoma iperfunzionante ecc; gli ipertiroidismi secondari dipendono da iperincrezione di TSH, in genere a causa di un tumore ipofisario; infine, le forme terziarie sono provocate da eccessiva secrezione ipotalamica di TRH.
Qualunque sia la sua natura, l’ipertiroidismo determina un aumento del consumo di ossigeno, cui consegue un aumento dell’attività cardiaca, della produzione di calore, del catabolismo e dell’irritabilità del sistema nervoso.
– L’ipotiroidismo è invece la condizione opposta cioè una riduzione degli ormoni tiroidei in circolo.
Similmente all’eccesso, anche un difetto nella quantità di ormoni tiroidei può avere origini primitive o secondarie.
Gli ipotiroidismi primitivi dipendono da alterazioni della tiroide che ne abbassano l’attività, quali atrofia idiopatica, carenza di iodio nella dieta o tiroidectomia (asportazione chirurgica della tiroide).
Gli ipotiroidismi secondari sono in relazione con un deficit di produzionedei due principali ormoni che regolano l’attività della ghiandola (TRH e TSH) per patologie ipotalamiche e/o ipofisarie, quali neoplasie, o per loro asportazione chirurgica.
I sintomi dell’ipotiroidismo dipendono dal rallentamento generale del metabolismo e della funzionalità nervosa, che determina cretinismo nel feto, ridotta crescita staturale e dello sviluppo sessuale in epoca puberale, mixedema nell’adulto (pallore, voce roca, cute mixedematosa ecc).
Nell’adulto gli ormoni tiroidei non sono essenziali per la sopravvivenza, ma sono importanti per la qualità della vita.
I disturbi della tiroide sono piuttosto frequenti, tanto da colpire in media una persona su venti, con una netta prevalenza nella popolazione femminile.

Patologie delle paratiroidi

– L’iperparatiroidismo è una condizione caratterizzata da un eccesso di ormone paratiroideo (paratormone – PTH) nel sangue.
Questo ormone serve all’organismo per regolare i livelli di calcio nei tessuti e nel sangue. Il calcio è fondamentale per il controllo di numerose funzioni tra le quali l’attività muscolare, la trasmissione degli impulsi nervosi, il mantenimento della qualità dell’osso. Quando una o più paratiroidi producono in modo incontrollato PTH ne consegue un aumento dei livelli di calcio nel sangue (ipercalcemia). Esistono due tipi di iperparatiroidismo: l’iperparatiroidismo secondario e quello primario.
L’iperparatiroidismo secondario si caratterizza per un incremento della secrezione di PTH in risposta a una carenza relativa di calcio.
In questi casi il PTH è elevato mentre la calcemia è nella norma.
L’iperparatiroidismo primario è si caratterizza invece per la presenza di elevati livelli di PTH associati a ipercalcemia.
L’iperparatiroidismo secondario è causato da condizioni quali il deficit di vitamina D, l’insufficienza renale e la sindrome da malassorbimento. L’iperparatiroidismo primario è causato nella maggior parte dai casi da un tumore benigno (adenoma) che interessa una delle paratiroidi.
Mentre l’iperparatiroidismo secondario non si associa a una sintomatologia specifica, i sintomi dell’iperparatiroidismo primario sono: osteoporosi, osteopenia, calcoli renali (nefrolitiasi), coliche renali, dolori addominali, stanchezza, disturbi dell’umore, depressione, difficoltà di concentrazione, scarsa memoria, dolori articolari, iperacidità gastrica, nausea, vomito e perdita dell’appetito.
– L’ipoparatiroidismo è una malattia in cui le paratiroidi non producono quantità sufficienti di ormone paratiroideo comportando l’insorgenza di ipocalcemia.
La causa più frequente di ipoparatiroidismo è un danno alle paratiroidi conseguente a un intervento chirurgico alla tiroide. L’ipoparatiroidismo può essere anche conseguenza di una patologia autoimmune.
In questi casi è possibile l’associazione con l’iposurrenalismo e le malattie autoimmuni della tiroide.
I sintomi dell’ipoparatiroidismo includono dolori addominali, unghie fragili, cataratta, capelli o pelle secchi, crampi muscolari, spasmi muscolari, dolore al viso, alle gambe e ai piedi, convulsioni, pizzicore alle labbra o alle dita di mani e piedi.

Patologie del surrene

I surreni sono delle ghiandole poste sopra i reni e sono responsabili della produzione di diverse categorie di ormoni: le catecolamine (cioè, adrenalina, noradrenalina e dopamina), che vengono prodotte dalla parte più interna della ghiandola (detta midollare) e il cortisolo, l’aldosterone e gli androgeni, prodotti dalla parte più esterna della ghiandola (detta corticale).
Questi ormoni regolano molte e diverse funzioni, che vanno dal controllo della pressione arteriosa, al mantenimento dell’equilibrio idrico salino, regolando i livelli di sodio e di potassio nel sangue), al controllo della frequenza del battito cardiaco, alla reazione dell’organismo in di stress. Si capisce di conseguenza che la affezioni di queste ghiandole sono altrettanto varie e numerose. Possono essere di natura tumorale, cistica, enzimatica, infiammatoria.
Tra quelle di natura tumorale si hanno la sindrome di Cushing, la sindrome di Con e il feocromocitoma. 
La sindrome di Cushing è dovuta a una esposizione prolungata al cortisolo, prodotto in eccesso dalle ghiandole surrenali, anche in seguito a un tumore.
Comporta ipertensione, obesità addominale ma con gambe e braccia sottili, debolezza muscolare, osteoporosi.
La sindrome di Conn è conosciuta anche come iperaldosteronismo primario, ed è dovuta a un eccesso di produzione di aldosterone dalla corticale del surrene: comporta ipertensione, con conseguenti emicranie e danni alla vista da retinopatia ipertensiva. Tra le complicanze, ictus, infarto miocardico, insufficienza renale, aritmie.
Il feocromocitoma è un tumore che deriva dalle cellule cromaffini, il più delle volte della midollare del surrene. Comporta un eccesso di produzione di catecolamine e di conseguenza provoca ipertensione, aritmie cardiache oltre ad altre condizioni come aumento dell’insulino- resistenza e diabete mellito.
La diagnosi è di competenza dell’endocrinologo, fondata su esami di laboratorio, test e ovviamente dosaggi ormonali.
Altre indagini vengono compiute con l’apporto della tomografia computerizzata, della risonanza magnetica e di altre tecniche di medicina nucleare.
Ovviamente, per tali diversità, anche la terapia varia in relazione alla patologia e può essere di tipo farmacologico o chirurgica. In alcuni casi, quando il deficit ormonale è tale da non permettere le funzioni cui gli ormoni in oggetto sono preposti, occorre seguire una terapia sostitutiva che rimpiazzi gli ormoni stessi.

Patologie del pancreas

Il diabete, il cui nome più appropriato è diabete mellito, è la più nota malattia metabolica che può manifestarsi nell'essere umano e può essere causato da una ridotta produzione di un ormone, chiamato insulina, da parte del pancreas oppure dalla scarsa sensibilità all'insulina da parte dei tessuti bersaglio (quindi in questo caso la produzione di insulina rientra nella norma) oppure da una combinazione di questi fattori.
Il diabete viene suddiviso in:
– diabete mellito di tipo 1 che comprende la quasi totalità delle forme diabetiche immunomediate. La causa è un malfunzionamento del sistema immunitario che riconoscendo come estranee le cellule beta delle isole di Langerhans, deputate alla produzione di Insulina, le aggredisce e le distrugge impedendo la produzione fisiologica di Insulina.
Poiché è implicato il sistema immunitario, il diabete mellito di tipo 1 rientra a pieno diritto tra le patologia autoimmunitarie.
– diabete mellito di tipo 2 che comprende tutte le forme di diabete, dovute a un deficit di secrezione dell'insulina da parte delle cellule beta pancreatiche delle isole di Langerhans, oppure una resistenza dei tessuti dell'organismo all'azione dell'insulina (condizione, questa, nota come insulino resistenza).
– diabete gestazionale che comprende le forme di diabete secondarie allo stato di gravidanza. In genere, è un fenomeno transitorio.
Cos’è l’iperglicemia?
Il diabete mellito si caratterizza per l'iperglicemia.
Per determinare la presenza di iperglicemia – e stabilire se c'è o meno diabete – servono un comune prelievo di sangue venoso e la successiva misurazione, su questo campione di sangue, della quantità di glucosio presente.
Un paziente soffre di diabete quando sono presenti le seguenti tre condizioni:
– La glicemia (cioè la concentrazione di glucosio nel sangue) è ≥ a 200 milligrammi di glucosio per decilitro di sangue (mg/dl) in qualsiasi momento del giorno.
– La glicemia a digiuno è ≥ a 126 mg/dl. In condizioni di normalità dovrebbe essere inferiore a 100 mg/dl.
– La glicemia dopo 120 minuti dal test orale da carico di glucosio di tolleranza al glucosio è ≥ a 200 mg/dl. In condizioni di normalità dovrebbe essere inferiore a 140 mg/dl.

Patologie delle gonadi maschili

– L’ipogonadismo maschile si caratterizza per una scarsa funzionalità dei testicoli nelle sue due funzioni principali, quindi da un’inadeguata produzione ormonale di testosterone (l’ormone maschile per antonomasia, fondamentale durante la pubertà per lo sviluppo dei caratteri maschili ma anche per il benessere del maschio nella vita adulta) e da una spermatogenesi (produzione di sperma) qualitativamente e/o quantitativamente alterata.
L’ipogonadismo può essere presente già alla nascita o può insorgere successivamente, spesso a seguito di infezioni.
Ne esistono due tipi: si parla di ipogonadismo primario se la problematica è insita nei testicoli, o di ipogonadismo secondario se vi è un’alterazione a carico di ipotalamo e/o ipofisi, due altri organi endocrini che regolano la stimolazione del testicolo.
– L’ipergonadismo è una condizione patologica caratterizzata da una eccessiva secrezione di ormoni sessuali da parte delle gonadi (testicoli e ovaie).Nel maschio l’ipogonadismo può essere determinato da abnorme produzione di ormoni androgeni da parte di un tumore testicolare derivato da cellule di Leydig (ipergonadismo primitivo)  oppure l’i. può essere in rapporto con disturbi a carico di altre ghiandole a secrezione interna, o con disturbi nella funzione dell’ipotalamo e dell’ipofisi tali da comportare una eccessiva produzione di gonadotropine stimolanti l’attività endocrina del testicolo.

Patologie delle gonadi femminili

– L’ipogonadismo è la condizione di deficit della funzione gametogenica ed endocrina dell’ovaio.
Quando alla base di tale condizione vi è un’insufficienza primitiva ovarica si parla di ipogonadismo ipergonadotropo, mentre se la sede dell’alterazione è ipotalamo-ipofisaria, l’ipogonadismo viene definito ipogonadotropo.
L’alterazione della capacità secretiva endocrina da parte dell’ovaio si ripercuote, in prima istanza, sulla  ciclicità mestruale .
Viene definita così amenorrea l’assenza di flussi mestruali in una donna in età fertile che può essere distinta in primaria, rappresentata dalla mancata comparsa del menarca all’età di 16 anni in presenza di un normale sviluppo dei caratteri sessuali secondari oppure all’età di 14 anni in assenza di caratteri sessuali secondari, e secondaria, caratterizzata dalla mancanza del flusso mestruale per 3 cicli consecutivi in caso di pre-esistente quadro di oligomenorrea o per 6 mesi in caso di pregressi cicli mestruali regolari.
L’amenorrea primaria con assenza di maturazione sessuale può essere ricondotta ad insufficienza ovarica o ipotalamo-ipofisaria su base genetica oppure ad alterazioni organiche e/o funzionali acquisite in età pre-puberale.
Alla base dell’amenorrea secondaria può esservi un esaurimento funzionale ovarico per cause genetiche, autoimmuni o iatrogene oppure un deficit ipotalamo-ipofisario acquisito in epoca post-puberale da ricondurre a cause funzionali (stress, calo ponderale, malnutrizione, esercizio fisico intenso) od organiche (tumori, necrosi, malattie infiltrative, chirurgia, radioterapia).
– L’ipergonadismo è l’aumento della secrezione di estrogeni da lesioni ipotalamo- ipofisarie o da tumori femminilizzanti dell’ovaio (folliculoma, corionepitelioma) che si verifica prima della pubertà nella bambina; si manifesta con mestruazioni precoci ed abbondanti e bassa statura per prematura saldatura delle epifisi; spesso è presente una mastopatia fibrocistica.

Roma

Roma capitale della Repubblica Italiana, e capoluogo dell’omonima città metropolitana e della regione Lazio. Roma che per antonomasia, è definita l’Urbe, Caput Mundi e Città eterna è il comune più popoloso d’Italia e il quarto dell’Unione europea, è il comune più esteso d’Italia e tra le maggiori capitali europee per ampiezza del territorio. Il territorio di Roma rientra in quei territori dove grazie al servizio LISIMED ti è possibile avere tutte le informazioni che ti consentono di prediligere un Geriatra a domicilio a Roma per soddisfare le tue esigenze

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