Chirurgia Plastica Ricostruttiva – Chirurgo Plastico – Roma 

chirurgia plastica

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La Chirurgia Plastica Ricostruttiva  è una branca della chirurgia che si occupa della correzione e di riparare i difetti morfologico-funzionali o le perdite di sostanza di svariati tessuti quali la cute, il sottocute, le fasce, i muscoli etc sia congenite, che secondarie a traumi, neoplasie o malattie degenerative.
La Chirurgia Plastica Ricostruttiva rientra in quelle poche specializzazioni non distrettuali o di apparato, di conseguenza il Chirurgo Plastico Ricostruttivo interviene su qualsiasi distretto del corpo.
Ciò comporta che la Chirurgia Plastica abbia diverse sub-specializzazioni:
la chirurgia della testa-collo, la chirurgia della mammella, la chirurgia della mano, la chirurgia degli arti inferiori, la chirurgia delle ustioni, la chirurgia ricostruttiva, e la chirurgia estetica o cosmetica.

Chirurgia Plastica Ricostruttiva Roma

Dott. Chirurgo Plastico Mario Rossi

Specializzato in Chirurgia Plastica Ricostruttiva Roma –

Roma Tel. 333 …

www.mariorosi…

Le tecniche fondamentali più utilizzate in Chirurgia Plastica Ricostruttiva sono rappresentate dagli innesti e dai lembi.

Gli innesti sono parti di tessuto che vengono prelevate dall’area donatrice (ad esempio la cute dall’addome), per essere trasferite ed impiantate nell’area ricevente (ad esempio una perdita di tessuto cutaneo di una gamba conseguente ad un trauma).
Gli innesti, essendo stati completamente distaccati dal corpo, non hanno una vascolarizzazione propria e necessitano di un’area ricevente molto ben vascolarizzata, che possa fornire al tessuto innestato il nutrimento adeguato a garantirne l’attecchimento. L’innesto , di solito, non fornisce solitamente risultati estetici di alto livello.
I lembi sono parti di tessuto che mantengono una connessione (chiamata “peduncolo”) con l’area donatrice e vengono trasferiti comunque sempre trasferiti da una zona donatrice ad un’area ricevente che deve essere pertanto molto vicina a quella donatrice mediante tecniche chirurgiche di scorrimento o rotazione.
I lembi possiedono una vascolarizzazione propria, che può essere di vario tipo.
Un lembo agisce pertanto con un meccanismo “attivo” portando nutrimento all’area ricevente che potrebbe anche esserne carente; a differenza dell’innesto che agisce con un meccanismo passivo non avendo circolazione propria.
I lembi si dividono in lembi compositi (ad esempio quelli muscolo-cutanei) o semplici.
I lembi microchirurgici (o “microvascolari”) sono l’evoluzione più moderna dei lembi.
Si tratta di lembi a vascolarizzazione assiale nei quali il peduncolo viene adeguatamente identificato ed isolato (“scheletrizzato”) e successivamente reciso, per permettere il trasferimento del lembo a grande distanza (ad esempio da una spalla ad una caviglia).
Nell’area ricevente viene identificato un asse vascolare ricevente al quale, mediante l’uso di un microscopio, viene attaccato (“anastomizzato”) il peduncolo del lembo, che può così continuare a vivere col proprio circolo sanguigno.
La plastica a Z è una tecnica chirurgica di revisione di una cicatrice utilizzata per l’allungamento o il cambiamento di direzione di una cicatrice cutanea per fini estetici o di mobilità.
Vengono eseguite incidendo la cicatrice che si vuole mobilizzare (il braccio centrale della Z) ed eseguendo due incisioni alle sue estremità con un angolo rispetto ad essa che è tanto più ampio quanto maggiore è l’allungamento-rotazione che si vuole ottenere.
– Gli impianti sono presidi di origine non biologica o biologica di sintesi, utilizzati per vari scopi, solitamente di riempimento o di correzione di deformità congenite o acquisite.
Fra le più note, a titolo di esempio, le protesi mammarie, ma esistono materiali simili per i glutei, i polpacci, gli zigomi, ecc.
Esistono anche materiali iniettabili per la correzione di difetti di minore entità, utilizzati con gli stessi criteri delle protesi.
– Infine da ricordare le epitesi, che sono protesi esterne applicabili, utili per sostituire e simulare organi non più ricostruibili dopo un trauma più o meno cruento:
fra le più note quelle per il naso e per l’orecchio.

Rigetto o reazione da corpo estraneo

Non esiste un vero e proprio rigetto delle protesi, in quanto tale meccanismo immunitario prevede l'attivazione di anticorpi nei confronti di antigeni non presenti in un materiale alloplastico.
Esiste invece una fisiologica, quindi normale e naturale, reazione da corpo estraneo che, se esuberante, può portare all'eccessiva produzione di tessuto fibroso intorno alla protesi ed al rischio di deformazione ed estrusione (il classico esempio è la "contrattura capsulare", la più frequente complicanza dell'impianto di una protesi).

Interventi di Chirurgia Plastica Ricostruttiva

Gli interventi di Chirurgia Plastica Ricostruttiva sono effettuati per intervenire non su problematiche estetiche voluttuarie ma su malformazioni congenite, esiti di traumi, postumi da ustione, esiti di chirurgia generale oncologica, o per trattamento in urgenza di ferite complesse dei tessuti molli.
Tutti i distretti corporei possono beneficiare della chirurgia ricostruttiva: testa-collo, tronco, arti.
Settori di particolare interesse della chirurgia plastica ricostruttiva dei quali mi occupo sono:
– le ricostruzioni dopo interventi di chirurgia generale oncologica e senologica (ricostruzione mammaria post mastectomia).
– il rimodellamento dei profili corporei post obesità grave (dopo chirurgia bariatrica)
– l’asportazione dei tumori di cute e sottocute (melanomi, epiteliomi), i nevi giganti congeniti
– la patologia funzionale e i tumori del naso, il rinofima
– la ricostruzione della parete addominale dopo interventi chirurgici o dopo gravidanza
– le malformazioni e i tumori dei genitali esterni
– le ulcere cutanee (da pressione o altro), le ferite difficili
– alcune patologie della mano
– le cicatrici retraenti, ipertrofiche e cheloidee

Si descrivono in questa sede esclusivamente gli interventi più comuni in Chirurgia Plastica Ricostruttiva

Ricostruzione delle mammelle post mastectomia con protesi o lembi

Dopo un intervento chirurgico demolitivo su una o ambedue le mammelle per tumori, il chirurgo plastico può intervenire per ricostruire la mammella o le mammelle asportate dal chirurgo generale senologo; le possibilità di ricostruzione sono varie, dalla ricostruzione con protesi, lembi con inserimento dell protesi o solo utilizzo di tessuti autologhi, cioè prelevati dalla paziente stessa, o dal dorso (lembo di gran dorsale) o dall’addome.
La chirurgia di prima scelta resta comunque, salvo controindicazioni specifiche, quella protesica.
Le modalità di ricostruzione sono tre:
La ricostruzione tardiva: in presenza di mastectomia già precedentemente eseguita, evento peraltro ormai abbastanza raro, si inizia l’iter ricostruttivo con impianto di espansore mammario (un palloncino sottocutaneo che dilaterà progressivamente la pelle) che, dopo un periodo di espansioni, generalmente settimanali, sarà successivamente sostituito da una protesi definitiva.
La ricostruzione differita, e cioè la possibilità di impiantare l’espansore mammario in concomitanza dell’intervento demolitivo (evenienza più comune), risparmiando cosi alla paziente un tempo operatorio; in un successivo intervento, dopo adeguata espansione, potrà essere impiantata la protesi definitiva.
La ricostruzione immediata, cioè con l’impianto direttamente della protesi definitiva in sede di mastectomia senza passaggio attraverso l’espansione; questa procedura è perlopiù possibile solo in caso di mastectomie con adeguato risparmio di cute.
La ricostruzione dell’areola e del capezzolo sarà possibile con un ulteriore successivo piccolo intervento chirurgico ambulatoriale eseguibile in anestesia locale assistita, utilizzando un innesto di cute inguinale od un tatuaggio per l’areola ed un piccolo prelievo dalla mammella controlaterale o un piccolo lembo locale per il capezzolo.

Diastasi dei muscoli retti dell'addome (dopo la gravidanza)

La diastasi o cedimento dei muscoli retti addominali (quei muscoli che vanno dal pube alle arcate costali) si può verificare, generalmente, a seguito di gravidanza.
L'allargamento dei muscoli provoca una erniazione del contenuto addominale all'esterno che si accentua con la contrazione della muscolatura.
In questi casi l'intervento prevede lo scollamento del piano cutaneo dal piano fasciale e la chiusura della breccia muscolare con una plicatura della fascia unitamente ai muscoli sottostanti; spesso è necessaria una concomitante asportazione del tessuto cutaneo eccedente (mini addominoplastica).

Eventrazione addominale

Le ernie della parete dell’addome (o laparoceli) si verificano per lo più in pazienti che abbiano in passato già subìto interventi di chirurgia addominale o in ex grandi obesi, dove il pregresso eccesso adiposo viscerale ha fatto cedere la parete muscolare dell’addome.
In questi casi il chirurgo plastico può provvedere alla riduzione dell’eventrazione e alla ricostruzione della parete addominale, se possibile utilizzando i tessuti stessi del paziente oppure con l’uso di  reti di contenzione di materiale riassorbibile o non riassorbibile.
Spesso può essere presente anche una eccedenza cutaneo-adiposa (adddome a grembiule) che può essere asportata con una cosiddetta dermolipectomia addominale (o addominoplastica); Le ernie inguinali e crurali sono invece di conseguente esclusivamente dallo specialista in chirurgia generale e non dal chirurgo plastico.

Chirurgia del naso

Stenosi nasale
In concomitanza dell’intervento di rinoplastica estetica o meno è possibile, in presenza di deviazioni settali ostruttive, eseguire una settoplastica.
L’intervento consiste nel rimodellare il setto nasale cartilagineo deviato e nell’asportare eventuali eccessi (speroni) osteo-cartilaginei che alterano la funzione respiratoria del naso.
Epiteliomi del naso
Il trattamento chirurgico delle lesioni tumorali cutanee del naso è di pertinenza del Chirurgo Plastico Ricostruttivo.
La particolarità anatomica e l’importanza estetica della piramide nasale impongono l’applicazione e il rispetto di specifiche regole della chirurgia plastica che consentono di rispettare l’unità estetica nasale, oltre che mantenerne la funzione.
Melanoma del naso
Un melanoma della regione nasale (dorso, punta, ali o columella) deve essere trattato adottando le stesse linee guida per i melanomi di altre sedi.
Il rinofima
E’ un termine che indica l’aspetto che può assumere il naso nelle persone affette da una malattia dermatologica chiamata rosacea, nel suo stadio avanzato; il naso si presenta grosso, bozzuto e arrossato a causa dell’aumento di volume (ipertrofia) delle sue ghiandole sebacee; l’intervento correttivo, si chiama decorticazione.

Roma

 Roma capitale della Repubblica Italiana, e capoluogo dell’omonima città metropolitana e della regione Lazio. Roma che per antonomasia, è definita l’Urbe, Caput Mundi e Città eterna è il comune più popoloso d’Italia e il quarto dell’Unione europea, è il comune più esteso d’Italia e tra le maggiori capitali europee per ampiezza del territorio.
Il territorio di Roma rientra in quei territori dove grazie al servizio LISIMED ti è possibile avere tutte le informazioni che ti consentono di prediligere lo studio medico di Chirurgia plastica ricostruttiva per soddisfare le tue esigenze

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